
Per quel che mi riguarda sono un continente obliato
[o anche: In una città deserta rischi di perderti dopo avere perso già troppo]
Sicuramente ci si può stendere in mezzo alla strada alle 3 di notte e dormirci un paio d’ore sicuro che nessuno sfiorerà quel pezzo di asfalto. Che emana ancora calore e odora di bitume, ti entra nelle narici e ti punge prima di dormire. Non fatelo, l’han già fatto in America e non è fashion morire spiattellati così.
Mi ritrovo invece a fare un processo sommario a vari imputati, tra cui me stesso. Ho il privilegio di giudicarmi e di darmi una condanna esemplare con la sicurezza che non ci sarà indulto.
È una grande soddisfazione, pur finendo per giudicare e finire solo io in gattabuia con le attenuanti. Diciamo che mi concedo gli arresti domiciliari oppure la libertà condizionata oppure ancora meglio la libertà per motivi di salute, quelle che si usano per poi fuggire dall’infermeria con il camice bianco.
L’oblio di un sogno o un sogno che diventa oblio? Marzullo non avrebbe potuto fare di meglio.
Il ricordo è una lama che mi entra dentro ogni volta che provo a capire le persone che mi sfilano davanti e l’avvocato difensore abbozza un’arringa che ha una certa logica, lo ammetto.
Smonta la tesi con facilità e dentro di me non provo la rabbia dell’inquisitore ma la delusione della vittima, empatia totale e visione a 3d di quel che è stato.
“Che vuole che sia signor giudice? In fondo tutti si comportano così, è normale”
“Come può giudicare colpevole il mio assistito? Non ha commesso reato, ha agito in buona fede, sempre”
“Il mio assistito ha dei sani principi e dei valori che la presunta vittima si può ben dire che non possieda! Questi valori sono comunemente ritenuti superiori a certi comportamenti guidati da siffatte concezioni”
“Prima la presunta vittima commette un reato e poi vuole ergersi anche a parte offesa? Le sembra un comportamento corretto? Le sembra giusto?”
Liberi tutti, io sono fatto così. Il perdono è un’altra cosa, magari va macerato ben bene oppure costruito pezzo per pezzo sopra la cicatrice. Perdono e delusione sono come le facce della stessa medaglia. A turno ne guardi una e torni al punto di partenza. Alla fine quel che rimane è sempre amaro in bocca.
Un’enorme bilancia, su un braccio provo a fare valere il mio tenero peso, dall’altra qualcuno ha piazzato dei carichi pesantissimi, sto in equilibrio, salto, tiro, ma non ho possibilità. La giustizia è cieca, cala la spada ed emette la condanna. In questo caso sono giudice e condannato, giudicante e giudicato, libero e ingabbiato. Sono sempre stato libero di agire, ero in libertà condizionata e pur sapendolo ci sono ricaduto. Reitero il crimine. Non ho scuse.
IL CORRIERE DEL BANDO
IL CRIMINE NON PAGA!
Bandolandia. Giunge finalmente a termine la vicenda che ha visto protagonista Bando, il noto pregiudicato arrestato nelle scorse settimane in fragranza di reato. L’accusa è sempre la stessa:
“assoluta_incapacità_di_esprimere_le_proprie_emozioni_sentimenti_e_di_relazionarsi_in_
maniera_normale_senza_lasciare_perdere_per_una_volta_nella_sua_vita_le_paure_
e_i_suoi_problemi_di_salute_che_dovrebbero_essere_metabilizzati_oramai_lasciandosi_
una_buona_volta_andare_e_senzastare_sempre_in_ritardo_su_tutto_
e_tutti_specie_sui_sentimenti”.
Il tribunale di Bandolandia, presieduto dallo stesso Bando ha considerato le attenuanti del caso e ha valutato le posizioni delle parti in causa, condannando comunque l’imputato ad una pena molto severa poiché ha mostrato sì pentimento ma ha visto in lui un soggetto altamente pericoloso per la società, portatore di valori di instabilità e assolutamente in contrasto con il normale vivere civile. Bando dovrà scontare per il resto della sua vita la ripetizione del mantra: “goditi le cose che hai e impara ad esprimere quel che provi”. Ogni mese una speciale commissione medica valuterà se il soggetto ha ancora nelle vene tassi troppo elevati di pessimismo, cinismo, rabbia, disfattismo pur giudicando tali tassi giustificati in presenza di eventi legati a stati fisici particolari, secondo i commi 2.3 e 4.5 del Codice Incivile della Bandocrazia. Lasciando il tribunale, visibilmente teso, Bando ha rilasciato al volo la seguente dichiarazione “Pago io per tutti, ma se Bando ha deciso così allora accetto la sentenza. Così mi condannano due volte, ma sono forte e mi rialzerò, come sempre. Ritornerò, statene certi”. Sarà un vero addio?
EPILOGO: Non avrei dovuto scriverlo questo epilogo. Non lo so. Forse esistono dei segni sparsi intorno a noi che dobbiamo cogliere o che forse si colgono solo quando si è in momenti particolarmente strani, dove la nostra sensibilità è ampliata ai massimi livelli. Se accendo in questa mattina, che sembra ottobre, svogliatamente l'autoradio, ad un'ora improbabile, e sento che per qualche scherzo del caso oppure no nella playlist è finita anche questa canzone allora significa qualcosa. Che è vero quel che diceva quella notte E. mentre raccontava che quella canzone scritta con un significato negli anni per le persone ne ha assunto un altro, diverso, ma altrettanto forte. E che va rispettato, perchè è quello che la gente sente quando ascolta parole non loro ma che finiscono per diventare le loro, ne fanno un scrigno e le tengono nel cuore. Con tutto quello che ne comporta. E nonostante tutto, anch'io, sì, adesso, dopo mesi e anni di tutto e di niente, anche quando faccio fatica a capire, a vedere un senso in tutto, in tutti, in persone che ci sono ma in realtà non ci sono, in quel che pare capitare solo a me perchè si diventa autoreferenziali nel male, anche ora, che ho qualcosa che dentro si è addormentato sopraffatto dalla stanchezza ma che so esistere e che mi ha sempre salvato, lo sento, come sempre, sì, hai ragione, "I'm still alive".