………someday you will find me
caught beneath a landslide in a champagne supernova in the sky…….
5.12 a.m. e non è ancora finita
Ti guardi intorno e ti guardi soprattutto dentro perché la notte è così buia ed è così duro respirare in piedi di fronte ad una finestra piena di niente.
Sudi, fra lenzuola che non ci sono più, cuscini a terra, una sveglia, un orologio che le dita toccano in continuazione mentre cercano il fresco. Puoi stare sdraiato e fingere di dormire il sonno degli stanchi ma la mente è come un trapano che scava dall’interno e ad intervalli regolari e ti fa espellere qualcosa di salato. Lo lecchi. Sa di me, sa di disprezzo e di non detti, sa di rimpianti e di sogni che non ci sono più. Volevi sognare a comando, quando ti pareva, ma l’interruttore si è rotto fra le dita, è di quelli che non si aggiustano più. Di poco prezzo, di nulla, di poco valore. Quanto vali? Te lo sei mai chiesto? Se ti pagassero a peso molto poco, se ti pagassero per quello che c’è dentro, fantomatica essenza che piace e non piace e che viene e va, l’onda del gusto e del piacere, ti pagherebbero il giusto. Tempi di saldi nel letto delle tue pene, tra le pecorelle che saltano a milioni senza mai fermarsi e il gioco del “se” che è sempre di moda.
Ti ho visto provare il mantra magico di “i’m still alive”, sei ancora vivo per l’ufficio anagrafe e niente più.
Sei lontano milioni di chilometri quando davanti a te di parlano di cose che faresti bene a memorizzare, sei a pranzo su un pianeta gelido come l’azoto liquido mentre intorno senti sorrisi, movimenti, abbracci e baci, sei dentro ad una supernova morente quando vedi quello che poteva essere ad un metro o poco più da te, sei sparato a tutta velocità dentro ad un buco nero quando interroghi una sfera spacciata per un film del futuro. Sei ma non sei qui. Sudore e sapore, cielo nero pece dalle finestre e luci e musica che arriva da lontano dove il mare nemmeno lo vedi in cartolina.
Dolore e commiserazione, quanto ti crogioli in mezzo a fratelli così poco riconoscenti! Lo amavi e ora lo detesti, come tante cose che tocchi, su cui posi lo sguardo ed i pensieri. Nessuno, ti chiedi, sa quanto fanno male i ricordi? Subdoli, arrivano silenziosi, attaccati ad oggetti, scivolano dalle cose e dalle persone, ti corrono incontro felici di darti un granello, quel misero granello, di quella cosa che si chiama, dicono, felicità.
Li accogli, ingenuo, ed un secondo dopo è già finita, cala il sipario..
Farsi del male è così facile e costa poco, pentirsi e scusarsi ancora di più. Poi fai finta di svegliarti ed è ancora buio, perché i giorni sono quello che sono. Come te.
_Spengo il pc dopo avere riletto trenta volte e mi chiedo perché se tutto deve finire non succede una volta sola, tutte le cose insieme e non se ne parla più_E ce ne se dimentica come vorrei dimenticarmi di me, adesso_E faccio reset e mi reinstallo tutto_E’ solo un problema di software contraffatto, lo sapevo che non dovevo fidarmi_La pirateria uccide se stessi, scegli sempre una coscienza originale, fattela installare e non pensarci più_