BANDO - open space -

   _I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO_

 

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che_minchia_conta?
è stato sbirciato
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mercoledì, maggio 30, 2007
 

_Monday you can hold your head ,Tuesday Wednesday stay in bed _
Le città di notte contengono uomini che piangono nel sonno, poi dicono Niente. Non è niente. Solo un sogno triste. O qualcosa del genere… Passa rasente la nave del pianto, con i radar delle lacrime e le sonde dei singhiozzi, e li scoprirai. Le donne - e possono essere amanti, muse macilente, pingui nutrici, ossessioni, divoratrici, ex, nemesi - si svegliano, si girano verso questi uomini e domandano, con femminile bisogno di sapere: - Che cosa c’è? E gli uomini dicono:- Niente. No, non è niente davvero. Solo un sogno triste.Solo un sogno triste. Ma certo. Solo un sogno triste. O qualcosa del genere.

_CAPITOLO II_Il profondo Nord, produttivo e operoso, motore dell'Italia e dell'economia_Fabbriche e maniche rimboccate, export e manovalanza immigrata_Tasso si scolarizzazione inferiore a Cuba, tasso di innovazione quasi nullo ma tanta voglia di lavorare_Non ha voglia di pagare le tasse, non vuole gli immigrati che delinquono, vuole i servizi e vuole gli immigrati a lavorare a due euro all'ora, vuole tutto e niente_Il profondo Nord mi fa paura, con le sue casettine dietro ai capannoni industriali, la gente che si guarda in cagnesco e si tira una rivoltellata per un parcheggio, che dà un calcio in culo al "nero" che si siede sulla panchina, che mi urla dietro che è stanco_Il profondo Nord è sempre stanco, stanco di qualcosa e di qualcuno, vuole essere lasciato in pace a farsi i cazzi suoi, non ne vuole sapere di niente e nessuno che non sia se stesso_Si specchia e si chiede in continuazione quanto è bello e bravo, non ha paura di niente se non di un granello di sabbia che inceppi il meccanismo creato in 50 anni di pialla bianca_Il profondo Nord non pensa, fa_Il profondo Nord ammira gli sghei e disprezza la povertà, no mi correggo, la compatisce e allora a volte fa volontariato perchè qualcuno gli ha detto che è giusto così, è sempre stato così_Una volta dal Profondo Nord partivano, sporchi e poveri e andavano a fare i muli per il mondo_Per parlare al profondo Nord non servono i tecnocrati e i papaveri, il politichese avariato e i galletti nel pollaio che si scannano per un po' di visibilità nel panino dei Tg, non serve Prodi, non serve parlare di economia e di trend di crescita_Non serve parlare, tutto qui, perchè non capirebbe, ha già staccato gli ormeggi da tempo e se ne è andato per la sua strada_Lì al timone, con il ciuffo al vento ed il tender pronto per una festicciola che sa tanto di vita smeralda, lui sogghigna, si sistema il foulard e spinge il pulsante per il lancio dei siluri_Affondato_Adieu_

Materializzato_da bando | 11:46 | commenti (4)


giovedì, maggio 24, 2007
 

_E nuestra piccola vita..E nuestro grande cuore_

_Sta finendo tutto_L'acqua, la settimana, la fiducia, il sudore, la sera, il giorno_Sta finendo il cd, il libro, la birra, l'idea, il pensiero_La mosca è rimasta attratta dalla luce ed è lì seccata dal caldo della lampadina, ha voluto troppo_La guardo, nera, dentro il lampadario, mentre fuori non si sente nulla, nemmeno una voce, un grillo, un suono di qualcosa_Mi scopro intollerante, saranno i gradi, l'insofferenza della camicia appiccicata sulla pelle, i chilometri_Non sopporto, giudico, poi mi pento, poi rigiudico, poi esplode la rabbia, poi la soffoco_Vedo solo schifo intorno, in questo agglomerato urbano che trabocca di rabbia, che se esplode travolge tutto, zanzara tigre e pratino innaffiato compresi_Ogni goccia che diventa un mare, ogni lacrima che trasuda sale, ogni granello che crepa la clessidra, tutto si gonfia_Entropia contro implosione_Poi qualcuno raccoglierà i bricioli_

_Capitolo I_Quando ascolto un miliardario parlare a nome di non so chi, forse di altri miliardari, e criticare come gira il paese e che bisogna fare di +, ovviamente per lui e gli altri miliardari perchè han bisogno di agevolazioni per crescere, innovare, svilupparsi (quei soliti verbi che non significano niente per le imprese ma che fan tanta scena), mi cadono le braccia_E penso che una classe sociale (o economica?) che ha sempre e solo bisogno di agevolazioni, spintarelle, aiutini per andare avanti non sia proprio un chiaro modello per una nazione_E poi penso che ci sono altre classi sociali, quelle di chi si alza al mattino e va a farsi il culo in fabbrica, chi si fa 200 km per lavorare, di chi deve guardare ogni tipo di spesa perchè incide sul bilancio del mese e non ce la fa, di chi c'ha un mutuo che sale esponenzialmente_Nessuno di loro c'ha il cuneo fiscale, la detrazione per il furgonato che è sempre il fuoristrada della moglie, l'evasione facile, etc etc_Questi c'han lo stesso stipendio da anni, guardano i papaveri parlare e arrogare diritti e privilegi, arrivare in elicottero e andare via in elicottero, fare i populisti per poi chiedere la cassa integrazione o la delocalizzione in Romania o Cina, parlare di alzamento dell'età pensionabile perchè si vive di + e meglio e quindi via in fabbrica fino a 70 anni e sulle impalcature dei cantieri edili in equilibrio precario, anziani si ma ancora in gamba per cazzuola e calcina_Voglio tutto ma non dò niente, egoisti/invidiosi, una brutta razza_Però piacciono, anzi ce li fan piacere, all'italiano medio che sbava quando li vede in nonchalance col loro maglioncino blue casual parlare di automotocalciofigabarchedisco e poi di colpo tornare seri e colloquiare di massimi sistemi, di economia che deve crescere (come? ah senza tasse per le imprese, è vero), di politica impantanata nei privilegi, di sviluppo (ancora lui..), di tasse opprimenti (di nuovo), come capipopolo da quattro soldi_Sono scene che ho già visto, chi sa fare un mestiere, a casa mia, deve continuare a farlo, se lo cambia è perchè o non gli piace o NON LO SA FARE BENE_Altrimenti domattina il primo macellaio che si alza e vuole fare, che ne so, il presidente Telecom sarebbe legittimato a farlo: non sarebbe una cattiva idea, pensandoci bene_

Materializzato_da bando | 12:34 | commenti (5)


giovedì, maggio 03, 2007
 
_PANE E POLENTA_Mio babbo fa la polenta al festival dell'unità: è il polentaro_E' bravo, fa una polenta buonissima, lo chiamano anche in giro per la città con il pentolone, la farina e il mestolone a fare tonnellate di polenta_Lo fa gratis, ci mancherebbe e si fa un culo così specialmente al "festival", quello importante, quello che inizia a fine agosto e che ha gli stand grandi e dove, per chi non lo sapesse, si inizia a lavorare al pomeriggio sui fornelli e davanti a fuochi enormi con un caldo tropicale, il sudore che ti cola sulla fronte, il cappello bianco e il grembiule_Ma lo si fa volentieri, da quel che ho visto, da anni e anni per un'ideale, qualcosa che a molti di noi sfugge_Ci si mette in fila, pazienti, si ordina, si paga lamentandosi dei prezzi, del casino, dei comunisti però poi si pappa tutto chiedendosi come mai nel ristorantino in collina la polenta costi quattro volte tanto e faccia cagare_L'ingrediente segreto della polenta del mio babbo è la passione, uguale a quello dell'esperto della "carne ai ferri" o delle minestre fatte in casa_Io ogni tanto vado dietro ai banconi e guardo questi omarini e donnone, mica più tanto giovani che lavorano come degli schiavi che nemmeno quando lavoravano veramente, già perchè son tutti pensionati o quasi_I giovani se ne stanno a qualche metro là fuori, ciondolando davanti alla discotenda, oramai un simulacro di quello che fu o sfrecciano davanti alla fiera con le bmw serie 1 che qualcuno gli avrà pur pagato e volano felici verso la gnocca_Ognuno poi fa il cazzo che vuole, legittimo_Io ci guardo a ste persone e mi dico incapace solo di muovere un dito per lavorare di sera gratis per un partito e con me forse tutti quelli che son lì seduti ai tavoloni con i fazzoletti di carta e il tovagliolone maxi con gli sponsor sopra che fanno tanto sagra paesana_Io poi penso che nemmeno una volta ho visto un presunto pezzo grosso, che ne so un assessore mica il sindaco quello sarebbe troppo, lavorare là dietro con loro, sporcarsi le mani nell'olio delle patate fritte o solo servire ai tavoli_Farsi il culo, troppa grazia_Io al mio babbo l'ho detto, lui tranquillo ha sempre scossato le spalle, inforcava la sua bici e se ne andava a lavorare_La stessa domanda glielo ho fatta, incarognito, qualche settimana fa mentre in tv passavano le immagini del congresso dei diesse e di quello della margherita e i geniali condottieri della nostra moderna patria dicevano a mio babbo che doveva cambiare per la terza volta partito, che non si era più di sinistra e che era un atto necessario per lo sviluppo di non so che cosa_Il loro, probabilmente_Ecco, mio babbo ha detto: "Facciano un po' loro. Io il mio dovere l'ho fatto. Col prossimo festival a giugno io chiudo"_Ohibo', io lo incalzavo con domandine tipo: "Ma adesso si chiamerà festival del partito democratico?O "festival" solo? Ma lo sai che lavorerete solo voi perchè quelli della margherita non han mai fatto niente nella loro vita? Ex tutto..." _ e via con questo tenore_Però mio babbo fa sul serio, la tesserina dei diesse non l'ha rinnovata, quando gli si parla del sindaco scuote la testa, sugli assessori oramai anche lui stende un velo di commiserevole pietà e compassione perchè non sanno quello che fanno o perchè non sono in grado e, soprattutto, la polenta non la farà più_Tanto la fiera la vendono e fanno degli appartamenti: così gli han detto nella riunione di sezione_Sembra quasi che certi cervelloni, proprio quelli che hanno introdotto prassi barbare sul lavoro come la flessibilità giusto perchè l'avevano letto sulle slide del convegno a nizza la settimana prima, abbiano deciso a tavolino che essere di sinistra è brutto, che gli elettori vogliono rassicurazioni, quelle del centro buono e materno che ti perdona tutto, anche di essere socialista, democristiano, di avere avuto qualche grana con la giustizia nell'esercizio delle tue funzioni politiche, di essere un riciclato, vogliono benessere che la sinistra non può darti perchè è come essere comunisti, sporchi, cattivi e contro l'impresa_Il partito democratico nasce così, senza idee, senza ideali, senza storia, senza palle, senza polenta_Sono orgoglioso di mio babbo_Mangerete pane e cicoria tutti, al festival democratico, con due stand montati dagli extracomunitari in nero perchè nessuno saprà o vorrà alzare un dito democratico, con i cuochi raccattati dai vecchi diesse e pagati con quattro ideali e una bandiera rossa da nascondere dietro al lavello dei pentoloni, coi margheritoni all'ingresso sorridenti e felici di questa joint-venture dove loro non ci hanno messo un cazzo ma riscuotono solo, come sempre_Il partitodemocratico ha già ottenuto però un primo risultato concreto: mi ha fatto diventare comunista, però come i cinesi_Loro si che sono democratici_
Materializzato_da bando | 16:35 | commenti (9)