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   _I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO_

 

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che_minchia_conta?
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martedì, dicembre 12, 2006
 

_LA FUFFA_Quando i consulenti nei loro completi interi comprati al Mercatone, nelle loro camicie consunte al quarto giorno consecutivo di utilizzo con le cravatte di dubbio gusto fuorimoda da almeno due anni, entrano nella stanza, mi chiedo se c'è qualcosa che non torna_Niente saluti affettuosi o quantomeno amichevoli, solo cenni del capo mentre nell'orecchio staziona fisso l'auricolare, fonte privilegiata di comunicazione verso un'entità suprema: "il cliente"_Quando parlano al cellulare, roba fornita dall'azienda e quindi simil baracche di quarta mano a cui il diligente consulente deve aggiungere di tasca propria l'innovativo auricolare senza fili, in linea non c'è mai la buona notizia, nessuna cena con gli amici per la serata, un calcetto, una bella gnocca che ti dà appuntamento magari in barba al moroso_Nossignore_In linea ci sono sempre grane, problemi, "maroni" da risolvere entro un secondo, tutti ovviamente lavorativi_Perchè affogare nella melma del lavoro è da vero consulente, avere la pappa fatta è da sfigato_Riunione, brain storm, call conference da indire dalle 18.30 in poi, prima si lavora e non importa se magari si è stati a pranzo per due ore buone col cliente, tanto paga Pantalone_Il tipo che sta due posti di fianco a me ha lo sguardo serio di chi la sa lunga, l'occhio che ti sfiora quasi con compassione_Ascolta in rigoroso silenzio, guarda lo schermo del cellulare sperando in qualche SMS pruriginoso ma di pruriginoso c'è solo il completo in lana pesante rifilato dall'outlet in primavera perchè va bene essere degli sboroni ma il portafoglio a fine mese è più vuoto dell'operaio in catena di montaggio che si guarda torvo la mattina, lui in tuta sporca e lezza, con la sigaretta in bocca e che fischietta e che dà un fastidio boia in tangenziale_Finge di capire le parole che arrivano dal palchetto, a volte annuisce serio_Giocherella con le scarpe, di una bruttezza indescrivibile, la faccia implume di quello che solo due mesi fa se ne stava all'Università a farsi i cannoni coi fuorisede e che ora apre excel alla mattina con la stessa libido con cui rollava_Quando si sciolgono le righe il piccolo plotone si ricompone, battute da commilitoni, un po' di sana figa da guardare e rigorosamente da non toccare, perchè queste, di sera, alle 22 mentre i consulenti sono in ufficio c'han altro/i a cui pensare_Un po' di politica, un evergreen, di facciata democratici, di quelli non estremisti che mai avrebbero votato Silvio, dietro via con i classici: "governo che ruba i soldi", "hai visto che voglion fare i matrimoni fra i gay", "basta con ste tasse" e via di seguito_Scemano, veloci, verso le scrivanie, sono le 19 ed inizia un'altra, indimenticabile, serata di lavoro magari con la pizza sulla scrivania e qualche occhiatina alle mail_Tanto c'è solo spamming_

Epilogo:_Quando il prete in Chiesa ad un certo punto comincia ad accaldarsi e a gridare: "Questa è la famiglia! Guardate tutti questi giovani! Non quelle cose che vogliono fare adesso...." il sottoscritto fa per andarsene, poi, per rispetto e solidarietà del cugino di fianco, convivente, rimane_Poi, mi dicono, abbia fatto il sermone privato ai presenti rimasti per le foto, senza sincerarsi di quanti lì, effettivamente, erano da considerarsi una "famiglia" come lui effettivamente la intende_I presenti ascoltavano convinti, interpretando la parte di chi sta dal lato dei buoni e rigettando inconsciamente il lato oscuro della convivenza_Predicare bene e razzolare male, mi sembra uno sport nazionale alquanto di moda e alquanto redditizio_Farete strada, miei cari, statene certi_

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