BANDO - open space -

   _I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO_

 

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giovedì, aprile 27, 2006
 

sogni

_Quando mi sono affacciato e ho visto tutto, fino al fondo del mare e dietro a me si sentiva solo il rumore metallico della macchina digitale ho pensato che sarebbe stato lì che le immagini avrebbero dovuto sintetizzare tutto_Un me riflesso nel cielo azzurro sul balcone di un assurdo reale, coi pensieri lontani, già oltre le curve e le mattonelle di ceramica, sopra ogni cosa, le parole e i sentimenti, gli oggi e i domani, i se e i ma_E non contava nulla, lì, solo in quell'attimo, io con gli occhi nell'obiettivo, poi quattro occhi nell'obiettivo e l'indice che fa click_Fermati_Ti prego fermati_E non sfiorare quelle colonne, quei sogni ad occhi aperti che sfidano i canoni di quello che ci hanno sempre insegnato, che tutto sta in piedi purchè stia dritto_E io storto, dietro, sui gradini che scendono e poi giù, ancora più storto per la discesa_Storto, ma non prego più, sono in fondo_Mi riempio di odori che non esistono, di passi che non sento, di colori che sfumano_Ma poi riemergo in mezzo a voci, su strade strette e guglie alte verso il cielo, l'austera paura che non ci sia domani e le pietre che si accumulano una sopra l'altra per costruire certezze_Entro ed esco, occhi vispi, mani che sfuggono, si sfiorano per poi intrecciarsi di nuovo e poi di nuovo si scacciano_Quattro ruote in movimento, la prospettiva si alza ed è bello ripercorrere tutte le strade, quelle che ci hanno portato qui, piccoli sentieri e poi larghe vie, piene di traffico e di gente, dove ci si perde, basta poco e lo sai_Perdersi è un attimo, su un marciapiede a farsi ciao con la mano, in un bagno, in una foto a guardare oltre, in un terrazzo sospeso, in un letto disfatto_O in un piazzale di sole, con due piani che partono, il terzo a terra, per oggi rimane, domani chissà_Tutto è così placido in quelle sale piene di visi e di volti scolpiti nel legno e modellati nella terra, disegnati da mani che vanno un po' per conto loro_Il faro spara un cono di luce su due occhi sottili che guardano di lato e poi di fronte e nemmeno girarsi serve a fuggire, nemmeno immaginare di prendere con sè quel viso e portarlo via, perchè una firma arrotondata vale tanto ma non ne vala la pena_E tutto invece ribolle su un parco di terra schiacciata, dove la polvere si alza portata qua e là dal vento, sempre vicino, che ti soffia sul collo e ti dice in ogni momento che se non provi non saprai mai e che se lasci poi non riprendi, insiste e insiste ancora_Lui la sa lunga, viene da lontano, arriva da oltre quella strada, arriva da dove ci si tuffa fra delfini e squali, dove i primi non hanno scelta se non quella di essere sempre più veloci, di fuggire, contorti nella loro ingenuità un po' retrò_Lui la sa lunga perchè vede le barche arrivare dall'orizzonte anche se poi le vedo anch'io seduto nello status che non è mio, però calmo, sereno, davanti a visi amici e a sorrisi che non bastano_Lui però non può sapere che sulla spiaggia le lacrime vengono portate lontano e finiscono sulla sabbia e diventano solide come in quella costruzione che non verrà mai finita_Ogni giorno una pietra, ma a che serve?_E invece di godere di tutto ho intriso il tutto della mia specialità quella della casa, proprio quella che giuravo di non conoscere sul balcone dell'assurdo mentre mi risuonava la parola FLIP nelle orecchie e ridevo di gusto_Ora, mi rimane un castello che illumina una baia con le onde alte come case e arrabbiate come non mai, un polso giallo,blu e rosso che stringo forte, un arco che abbraccia il sole che scende, una scarpa troppo grande che non vuole sapere di stare nel piede, uno zaino da richiudere, un giornale in un armadio che ho richiuso per volare via_Un'altra scaletta che si sale, altre ali che si aprono, due note nelle orecchie che un dito crudele contribuisce a creare ma che non riesce a fermare, mentre intorno i contorni sono sempre più sfumati e le luci si accendono senza pietà_Quando mi sono affacciato e ho visto tutto ho pensato che avrei potuto anche essere felice, lì con quattro occhi nel obiettivo_

_"E allora adesso che ogni cosa ha un nuovo nome e questo nome me lo insegni tu,com'è che vivo ancora tra una chiesa e una stazione e i miei occhi non ritornano blu"_

Materializzato_da bando | 18:14 | commenti (35)


mercoledì, aprile 19, 2006
 

RIS-POSTE_La Posta era il posto dove potevi inviare la posta, spedire per posta, fare le raccomandate per posta, postare gli auguri a chi stava lontano_Al massimo si usava un pacco posta, la cosa più ardita che si poteva postare_Il posto dove si spediva la posta non c'è più, o meglio c'è ancora ma oltre a postare si può fare altro_Si comprano i libri di cucina, quelli sulla via della seta, quelli sui Pooh, le monete commemorative che vengono coniate per qualsiasi cosa succeda nel paese (giuro), i poster, le penne, i cd, i raccoglitori_Le poste sembrano quei bazar dei musei, una brutta replica però, dei musei esteri che fanno i soldini replicando quadri su tazze e gomme_Le poste vendono anche prodotti finanziari perchè adesso sono il posto dove tu puoi lasciare fermentare i risparmi e magari fare il mutuo, la pensione integrativa, il fondo di investimento, la carta di credito_Si fa tutto alla posta, anche postare se vuoi_Però devi usare servizi coi nomi più moderni, accattivanti, che figurano nelle locandine gente felice che però non riceve posta, si prende in braccio sorridente, guarda degli aerei, dei tir, il ponte di brooklin costruito coi pacchi gialli della posta_Nessuno imbuca più una lettera, scritta a mano, in bella calligrafia_Al massimo fa un paccocelere_Mi manca la posta, ricevere la posta che non siano le bollette o le pubblicità dei divani a rate_Al massimo me la scriverò da solo: "Caro Bando, scrivimi ogni tanto"_E risponderò: "Caro Bando, ti scriverei se solo mi ricordassi come si fa ad impugnare la penna e trasferire su carta le letterine dell'alfabeto, proprio come quando facevo i dettati alle elementari"_E così, all'infinito, con il batticuore nell'aprire la cassetta delle lettere e trovare la mia lettera e rispondermi_Per sempre, sicuro di non subire rimodulazioni a me svantaggiose_A quando il ritorno al telegrafo?_

Materializzato_da bando | 11:23 | commenti (4)


mercoledì, aprile 12, 2006
 

_"Le leggi son, ma chi pon mano ad esse?
Nullo, però che 'l pastor che procede,
rugumar può, ma non ha l'unghie fesse;
per che la gente, che sua guida vede
pur a quel ben fedire ond' ella è ghiotta,
di quel si pasce, e più oltre non chiede.
Ben puoi veder che la mala condotta
è la cagion che 'l mondo ha fatto reo,
e non natura che 'n voi sia corrotta"_


_Come nella più squallida tradizione dell'italietta, siamo qui a commentare numeri e percentuali che danno ragione, ahimè, a pochi, a tutti e nessuno_Chi vince o chi perde, il Pase diviso (già si sapeva), i brogli, le truffe, gli inciuci: la commedia all'italiana va in scena con il suo spettacolo migliore, quello dove troviamo però i soliti attori protagonisti_Silvio, che vince non solo il plebiscito del Nord che guarda il suo portafoglio e poi fa la croce, ma pure quello nazionale che, dati alla mano, mi porta a dire al solito che dice di non avere votato Forza Italia che statisticamente forse sta mentendo, come mentono coloro coi quali divido il lavoro, nell'edificio che dovrebbe sulla carta schierarsi a sinistra_Ma se il partito delle presunte libertà ha raccattato così tanti e floridi voti, allora qualcosa non torna_Gli exit pool lo confermano: dichiarare di votare Forza Italia era un po' come definirsi comunisti nel dopoguerra, ahinoi, e allora molto più facile indicare una non so quale indistinta preferenza per Prodi, poi nell'urna una bella croce e dita incrociate per tornare a respirare col petto in fuori poi, in caso di vittoria, tronfi di livore e gaudiosi nel futuro un po' anarchico prospettato (Facciamo un po' come cazzo ci pare)_Poi arriva Fausto, ora lui conta parecchio e il golfino di cachemere è ancora più che giustificato, ha fatto la campagna elettorale con il giochino sul web, ha raccattato i voti dei liceali che occupano per farsi due spinelli nell'aula dove prima si studiava il Foscolo, degli universitari, dei collettivi, dei movimenti, di chi il Prodi proprio non lo masticava, un po' di tutti insomma, una sorta di cestino dei rifiuti tinto di valori ed ideali (e adesso son cazzi di Prodi)_In mezzo una marea di presunti trionfatori, di personaggi che vanno in parlamento per meriti a me sconosciuti (bonazze, sportivi, giornalisti, dirigenti di non so che cosa) e che dovranno legiferare e forse cambiare la nostra vita_Qualcuno dirà che non cambierà nulla_Magari ha ragione_Perchè non è cambiata la cultura di questo Paese alla canna del gas che rimane quella del paese che osannava il duce e voleva il suo posto al sole, che demandava tutto nelle mani dell'uomo forte, che dava fiducia per ricevere in cambio qualcosa di tangibile e che l'ha rifatto con un altro personaggio e che in fondo lo vuole ancora, no?_Quasi un 50% che crede ancora o vuole credere in qualcuno, un po' di più che vuole credere in qualcosa_La differenza sta tutta qua_Ma non voglio pensare che adesso tutti vadano alla cassa per riscuotere_Da Fausto a Diego, da Clemente a Francesco fino al più misconosciuto dei senatori eletti all'estero_Evidentemente l'offerta di Tremaglia non era abbastanza allettante_

Materializzato_da bando | 15:32 | commenti (13)


martedì, aprile 04, 2006
 

"A questo mondo nessuno ti dà niente per niente, sarebbe una perdita di tempo per tutti e due."

_Come in una lontana e mitica età dell'oro, l'uomo che non finisce mai di stupirmi parla di cose mirabolanti, che fanno sognare ad occhi aperti_Come quando l'amico dell'adolescenza tornava dalla vacanza al mare e ti raccontava che lì, in quel paese, ma solo lì, ci sono ragazze che te la danno senza problemi e che anche il più coglione di turno riesce ad avere una storia con una ragazza bellissima ed irraggiungibile_Poi, andavi l'anno dopo in quel paese e vedevi che erano tutte famiglie coi bambini_Ma non importa, ci piace immaginarci più belli, più ricchi, col portafoglio gonfio e ci inorridiscono le parole "lacrime e sangue", le tasse, i balzelli_Dico: soffriamo già abbastanza, chi ce lo fa fare?_L'evasione: roba da furbi!_Allora lui spinge l'acceleratore e dice che l'ICI non si paga più e il sottoscritto per un momento pensa che sono soldi risparmiati e poi pensa anche al Comune, che non incassa, che non eroga i servizi, che ti lascia coi marciapiedi e gli edifici con le barriere architettoniche, che non accomoda più nulla, che taglia il sociale, che ti lascia solo, nella tua casetta a guardare le mignotte che ballano o i programmi da deficiente di Mammuccari che sembra quell'altro amico, quello che faceva ridere un giorno sì e 364 no, che per attirare l'attenzione ti portava un gatto morto e diceva: l'ho ucciso con una trappola_lì per lì ridevi poi l'amico ti faceva anche un po' paura e lo lasciavi trafficare con piccolo chimico a fondere le barbie della sorella_E chiusi nelle casette, tra chi si fa le seghe con le Letterine, le Schedine, le Zoccoline o i pornazzi, chi scarica musica e dvd pirata (chemmenefrega?facciounpocomecazzomipare), chi piange sulla mozzarella e l'insalata perchè quel mese non c'ha soldi visto che, sai com'è, le rate di sky, quelle del tv lcd, quelle dello scooter..., chi litiga con la donna perchè non si esce mai e non la si porta più come quando si era giovani a fare shopping, la vita sarà sempre più bella_"E i "froci", porco cane, vogliono anche loro una famiglia" pensa l'omino col telecomando in mano, buon padre di famiglia, due figli che si fanno i cavoli loro e chiedono solo la paghetta a fine mese, la moglie con cui non scopa da anni, la casa senza ICI, i vicini di colore che "non danno fastidio, basta che lavorino"_Vogliono anche loro una famiglia, già: ma chi glielo fa fare?_L'uomo che non finisce mai di stupirmi ce lo metterà in quel posto a tutti, ne sono sicuro, perchè dice le stesse identiche cose che pensa l'italiano medio: non me ne frega un cazzo degli altri (però vado in Chiesa), mi piace la famiglia (però due corna le piazzerei volentieri), voglio avere i soldini (e non pagare le tasse) e poi in fondo: altri 5 anni cosa volete che siano?_

Materializzato_da bando | 11:03 | commenti (27)


lunedì, aprile 03, 2006
 
_I cieli tersi di aprile sono fratelli di quelli scuri di pioggia_Esempio lampante di tolleranza_
Materializzato_da bando | 14:21 | commenti (1)