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venerdì, dicembre 30, 2005
MADRID GIORNO #4_And it's been a long December and there's reason to believe maybe this year will be better than the last _
_ORA_Fermo in Plaza de Castilla con il Paseo della Castillana che si sta illuminando piano piano, i due grattacieli sghembi che salutano il giorno, le auto che sfrecciano intorno, un'aria strana, di quelle che si annusano a primavera. Di cosa hai bisogno adesso? Dove vuoi andare? Che ci fai qui? Tutto solo, sotto ad un manifesto gigante di Keith Haring, una piramide all'orizzonte, due cuffie nelle orecchie, nessun idioma di casa udibile nell'arco di un miglio, gli occhi pieni di tanto, la voglia di tornare a casa ed aspettare, in una casa che non è tua ma che sai già che ti mancherà. Qualcuno direbbe che sei felice. Qualcun altro invece direbbe che sono di qua, mi chiede informazioni e gliele dò, ho come un dizionario autoaggiornante nella mente, nulla a che fare con il traduttore simultaneo spagnolo-giapponese di Yuki. In Plaza del Sol stasera prove generali di countdown, uva e spumante per chi domani vuole evitare la bolgia, fingendo un conto alla rovescia verso un 2006 anticipato, magari anticipando pure i classici e penosi bilanci di fine anno, elenchi della spesa infiniti: ho fatto questo, questo no, queste le cose belle successe, queste le brutte, cose mirabili, cose alternative, cose stupide, oggetti acquistati, persi, ascoltati, letti, buttati, bruciati, vomitati, derisi, accantonati. Le cuffie mi dicono che è il segno di un'estate che vorrei non finisse mai, come ci sia finita qua è un mistero. Reiterando all'infinito tutto questo, paura di perdere, voglia di vincere le battaglie di sempre.
_NEL FRATTEMPO_Pensavo di avere visto tutto qua, ma evidentemente non era così. Il Thyssen l'avevo saltato con quei dipinti del Canaletto di una Venezia senza tempo, i trittici sacri, i ritrattisti olandesi, alla fine arrivi in ginocchio se provi a guardare tutto e allora ci si affida solo all'istinto, fra un secolo e l'altro. Alla sera tutti al ristorante di Luis, con Josè che non fa che dire quanto stia meglio coi capelli corti e che quasi quasi mi bacerebbe, puro stile Madrid, con la scusante della sua morosa di fianco. Se abitassi qua sarei bisex? Non so se sia l'Italia che ormai ha dato già tutto in fatto di ristorazione e come dice Poldo ormai chi apre un ristorante lo fa solo per farci i soldi non per dare da mangiare bene. Chissà. Anche ieri sera solo con cibo vegetariano mi sono riempito tipo pallone aerostatico, sul tiramisù biologico ho visto Clemente Mastella che mi consegnava la tessera del UDEUR. Alle tre a sbirciare la rete e scaricare musica, tanto stamattina la padrona di casa non lavorava. Pensavo di avere visto tutto a Madrid, ma una regola delle grandi città è che ogni giorno succede sempre qualcosa di nuovo. Così, partito per andare a vedere la fantomatica mostra dei Faraoni mi son ritrovato a quella di Keith Haring. Poi finalmente largo all'Egitto, perchè anche ieri la tv diceva che gli UFO e le piramidi sono correlati e che quando ero piccolino era l'epoca storica sulla quale ero più preparato. Fila di due chilometri, per fare il biglietto e per entrare, sudo come un porco, fa caldo. Mezza Madrid è lì, nessun italiano, l'Egitto evidentemente è ancora materia di studio di successo nel Bel Paese, inutile il ripasso. Grandi scenografie, grandi allestimenti, pezzi del British e del Cairo, affascinanti. Sono rimasto dieci minuti davanti ad una linea cronologica che confrontava l'epopea egiziana con quello che succedeva nel mondo, mentre là si costruivano le piramidi, qui si raccoglievano i cachi sperando di non essere sbranati da un orso. Metro senza fine, spesa da fine anno, senza pensare a che fare e come e dove. Ho comprato un chilo d'uva: il tipo del market mi ha detto tanta uva, tanta fortuna. Mi son segnato indirizzo del market e faccia dell'omino. Non si sa mai.
_ORA_Mi piacerebbe postare prima della fine dell'anno, forse lo farò forse no. Ho imparato che guardare oltre al domani al sottoscritto sta largo, oggi qui in un'altro posto che mi dice quanto sia insignificante ogni piccolo progetto di una vita intera ma quanta importanza rivesta per noi. Ed una vita intera racchiusa in numeri è come un conto che non vorresti mai finire di pagare. Accumula, spendi. Questa cassa quanto chiude? _I can't remember all the times I tried to tell myself to hold on to these moments as they pass_
mercoledì, dicembre 28, 2005
MADRID GIORNO #2
Vediamo che effetto che fa, togliamoci questo sfizio. Scrivere da un letto, sotto un piumone, in un appartamento non so dove di questa città, quando è già da un giorno che sono ritornato. Ovvero, son qua di nuovo. Ho appena speso 25 euro per delle raciones nel bar di sotto, i "2 amigos" c'era scritto, "2 ladrones" l'insegna nuova che vado ad installare fra un paio d'ore al posto di quella originale, la forgio con il cacciavite. Non c'entra un cazzo, è il braccino corto che è in me che mi fa scrivere ste cose. Dopo essere stato inculato dai due amici non ho cambiato idea su Madrid, come potrei? Attendo l'ora X a Plaza del Sol, intanto cazzeggio come un bravo omo de casa. Ho riassettato e mi sono sbarbato, ho dato un'occhiata a quello che succede in Italia, me la prendo comoda. Tanto un po' di giri li ho già fatti ieri, accompagnato, solo, accompagnato. Prima a cercare di capire perchè un piercing perso nella notte sia così difficile da sostituire salvo apprendere che i buchi si richiudono alla velocità della luce. Comprati tre piercing, nessuno entrava, fra un mese si trapana di nuovo. Nell'ultimo negozio dove siamo entrati davano addirittura il cartellino coi numeri per farsi piecing e tatuaggi, c'era anche una mamma con la figlia che sceglievano insieme un anellino, bella scenetta. Fuori mignotte in pieno giorno in mezzo a madrileni indifferenti. Poi su per Fuencarral, rimango solo nel mio centro commerciale, vago per Chueca, vengo quasi abbordato dal commesso nel negozio Meltin Pot, torno a Sol per il secondo fast food vegetariano in due giorni. Alla Fnac, in mezzo a folle deliranti di consumisti spagnoli mi arriva il messaggio dello spagnolo + faentino che conosco (l'unico al mondo di madrid che ha scelto di vivere a Faenza e si è innamorato di una faentina: un mito). Incontro con Josè e consorte in mezzo ai cd scontati, ormai non capisco più se più strano per lui vedersi come niente fosse a casa sua o per me vederlo come se niente fosse a km di distanza e pensare che in fondo il bello è sempre e solo incontrarsi. Proviamo solamente a guardare i prezzi dei lettori mp3, davanti adolescenti con la bava alla bocca mi precludono l'accesso, rinunciamo e andiamo a berci un caffè Segafredo in Gran Via. Ci sono file chilometriche per comprare i biglietti della lotteria: segnali di crisi? Saluti, appuntamento a domani, giù in metro, su in strada, supermercati chiusi, due ore di conversazione con Luis. Tema: il calcio. Mi vergogno di Paolo Di Canio, visto che lui non si vergogna di quello che fa, qua continuano a riderci dietro, ma più che ridere si chiedono che razza di paese siamo. Già che paese siamo? La lavoratrice che porta il pane a casa ritorna alle 22, alle 2 la Tv va ancora su MTV, Enrique Inglesias è artista del mese, Massimo Dutti c'ha pure il suo profumo, adesso siamo a posto. Sveglia alle 7.30, io rimango sotto al piumone_Fine della trasmissione_
martedì, dicembre 20, 2005
_DIN DON DAN, DIN DON DAN, DINDON DINDON DAN_
_Molto probabilmente tornare a Madrid, ma stavolta col freddo, mi farà bene_Perchè la gente va nei negozi del commercio equo solidale e chiede che sia ben visibile da dove provenga l'oggetto acquistato?_Non sapendo più se pensare all'oggi per non pensare al domani, vago in penombra contando i giorni_Neppure i buoni propositi valgono davanti ad un Babbo Natale che ti porge una caramella_Dopo avere sperimentato il centro benessere mi sento davvero più vicino alla pensione, sapendo bene che prenderò solo il 57% della mia retribuzione di oggi (quindi nulla, ma non fa nulla)_Quest'anno ci sta anche che nevichi a Natale, mi renderebbe felice: vicino all'albero, alle tre di notte, con le lucine intermittenti, i regali tipici di casa mia come le agende generosamente donate dalle banche che il mi babbo posiziona in bella vista, la pace. La pace_La tv fa solo giallo e blu, come il verona o il parma, zebre a colori, molto chic. Blatero blatero ma ci si abitua anche a questo, a dormire tutta notte con le cuffie nelle orecchie e svegliarsi con una canzone che non sentivi da secoli, perchè lo shuffle gira gira ma son sicuro che non le fa sentire tutte (certezza). La canzone qual'era? Nessuna di quelle presente nelle assurde classifiche di fine anno, coi nomi assurdi, molto fico. Se questo fosse un blog very alternative, se io fossi fico..._Adoro il mio trolly, palpito quando non si presenta sul tappeto mobile all'aeroporto, fremo quando lo vedo graffiato, lo amo quando lo apro e mi deposita tutto in ordine sparso. Tranne che il beauty case, quello sta con me_Sempre mio babbo mi faceva notare che la salute non è un valore molto radicato in casa nostra, questo scritto con parole mie, forse valore non sta neppure troppo bene. Diciamo che in casa nostra non è di casa. Io le apro le porte in continuazione, si vede che non vuole entrare, che le stiamo un po' sulle palle, che non le piace. Sta meglio con altri, eppure ogni tanto una visitina, giusto un saluto, no eh?_In Danimarca ho portato per 12 giorni lo stesso identico paio di pantaloni corti con le tasche laterali. Sono ancora intonsi, come i ricordi di quel viaggio_Se quest'anno il giorno di Natale non danno il cartone di Axterix mi incazzo di brutto eh? Perchè mio nonno sarà pure anziano ma se giochiamo a beccaccino si ricorda tutte le carte e io non vinco nemmeno una partita. Al DLF mi faranno sempre fare quello che guarda vicino al tavolo_
_Passate un Buon Natale, vi voglio bene (in un rigurgito di bontà e ottimismo)_
giovedì, dicembre 15, 2005
_ALTA VELOCITA’: QUANDO TENERE LE CINTURE ALLACCIATE SERVE A POCO O ANCHE: TUTTO QUELLO CHE VOLEVATE SAPERE SULLA TAV CHE A PORTA PORTA O A MATRIX NON VI HANNO MAI DETTO_
_Questo è un post di servizio, nato con l’esigenza di capire qualcosa in più della cosiddetta TAV e soprattutto di una protesta che mi vede d’istinto appoggiare_Ma non si possono appoggiare cause o idee senza avere le basi per discuterne, capirne di più, confutare teorie e prendere finalmente posizione_Quello che segue è solo uno stralcio, le cosucce basilari, un TAVbignami che stuzzicherà magari la voglia di qualcuno di andarsi ad approfondire le cose su questo sito (da dove sono tratte le fonti sottostanti)_Ci si mette un po’ a leggere tutto, ma aiuta a capire in quale enorme problema l’Italia si stia ficcando, un’avventura bislacca e insensata cominciata anni fa e che ora vede compimento, con l’appoggio di tutte le parti politiche_Qui, signori, la torta da spartire è grande e gli interessi in gioco enormi e sembra quasi che il buon senso sia finito davvero sepolto sotto una galleria faraonica ed inutile_Ho pensato solo questo: se a voi costruissero una bella linea TAV sotto casa, spandendo nell’aria amianto e altre polveri, spendendo i vostri soldini, alimentando aziende bramose solo di stipulare l’ennesimo appalto per poi perpetuarlo negli anni (tipo le famose gallerie nell’apennino tosco-bolognese inaugurate da ogni governo appena eletto da oltre dieci anni a questa parte, per congiungere una linea che è un po’ quasi diventata un mito, visto che penso che morirò senza averla vista finita), voi, che cosa fareste?_Vi incazzereste, ovvio_Prima però di essere accusati di impedire lo sviluppo del paese e di interrompere le comunicazioni con l’Europa che funziona, essere tacciati di disfattismo, studiate e documentatevi_Dopo, incazzatevi e fate sentire la vostra voce_Se vi manganellano, niente di nuovo, è un film già visto_
_Il “mitico” tunnel in Val di Susa_ E’ lungo 52 Km. La durata della costruzione, con tecnica mista “fresa-esplosivo” è prevista in almeno 10 anni (12-15 per completare le 2 gallerie). Lo scavo produrrà 15 milioni di metri cubi di detriti (lo “smarino”) con presenza di amianto e uranio: metà dovrà essere sparso in Valsusa (entro 30 Km, per economia dei costi); a questi detriti depositati in valle si assommeranno quelli dei successivi 2 lunghi tunnel (Bussoleno 12 Km e Gravio-Musinè 23 Km) che attraverseranno la nota vena amiantifera presente nello spartiacque tra le valli Lanzo e Susa. Saranno allo stesso tempo prelevati localmente centinaia di migliaia di metri cubi di buona ghiaia per il calcestruzzo di rivestimento delle gallerie. Lo scavo prosciugherà molte falde che alimentano gli acquedotti di valle, come già accaduto in Appennino per il TAV Bologna-Firenze. A servizio del tunnel dovrà essere realizzato, più a valle un piazzale di stazionamento e carico per i treni lungo 2-3 Km, largo 100 m. e con pendenza inferiore al 2 per mille. Un’opera a gravissimo rischio idrogeologico. L’impresa che dal lato Francese si propone per il tunnel è la ROCKSOIL dell’ing. Lunardi (intestata alla moglie, ora che lui è ministro delle infrastrutture)
_Tempi biblici, tranquilli non ne vedrete mail la fine_ I tempi di realizzazione per completare l’opera sono stimabili nell’ordine dei 15-20 anni. Pur prevedendo di lavorare parallelamente alle tratte nazionale ed internazionale sarà quest’ultima, col tunnel di base, a comportare imprevisti e tempi lunghi, come insegna l’esperienza delle gallerie TAV appenniniche. Per la tratta italiana nei prossimi 10-12 anni, funzioneranno 11 cantieri con enorme consumo di energia e petrolio, con inquinamento dei suoli e delle acque, con centinaia di camion e mezzi di scavo che di giorno ed in qualche caso anche di notte assilleranno le popolazioni con polvere, rumore e gas di scarico paralizzando per giunta la viabilità locale. L’impresa che si impone per la realizzazione dell’opera è IMPREGILO (di Romiti figlio, gruppo FIAT) primo contraente di TAV in Italia.
_A buon mercato…paghiamo noi_ I costi di realizzazione dell’intera tratta, tunnel di base compreso, sono oggi stimati nell’ordine di circa 16 miliardi di Euro (32 mila miliardi di Lire); l’esperienza del TAV Bologna-Firenze, che è simile per le caratteristiche del territorio, ha però dimostrato ancora una volta che in 10 anni, ben prima del termine, i costi risultano più che quadruplicati. I promotori sperano nell’apporto di finanziamenti privati, ma le previsioni di scarsa redditività di esercizio e l’esempio eclatante del fallimento del tunnel anglo-francese sotto la Manica tengono lontani gli investitori. Quasi tutti i soldi necessari a sostenere l’opera dovranno allora provenire da fonte pubblica e saranno quelli sottratti, in ultima analisi, a welfare, scuola, sanità: in presenza di un’economia in crisi si tende a risolvere il problema del reperimento dei fondi mediante prestiti bancari (alla Infrastrutture spa) garantiti dallo Stato (tramite Patrimonio spa che ipotecherebbe beni demaniali, spiagge, monumenti…) da restituire nei successivi 20-30 anni coi relativi interessi. Un “geniale” trucco dei maghi della finanza creativa per non far apparire il deficit nel bilancio pubblico, evitando la violazione dei parametri europei. Il medesimo schema verrebbe applicato a numerose altre infrastrutture messe in cantiere dal Governo: la trovata straordinaria è di addossarne i costi alle generazioni future, impegnando denaro pubblico di domani per sostenere gli immediati profitti privati di finanziatori e costruttori; sempre che in Italia non si verifichi, a forza di investire in opere faraoniche quantità esorbitanti di denaro che non c’è, una bancarotta simile a quella dell’Argentina.
_Se sai che non conviene farlo, perché?_ Si è calcolato che, ad opera ultimata, i costi di gestione potrebbero essere a pareggio solo se sulla linea transitassero almeno 40 milioni di tonnellate di merci all’anno: 350 treni al giorno, uno ogni 4-5 minuti, lunghi 1500-2000 metri, alla velocità di 150 Km/h; alternati a treni passeggeri con velocità fino a 300 Km/h (sarà necessaria, tra l’altro, una continua e costosa manutenzione per garantire sicurezza alle alte velocità e tentare di minimizzare l’impatto acustico). Si dubita però fortissimamente della possibilità di costringere I flussi di merci a concentrarsi su di un unico tunnel, anche quando si ipotizzi un forte, artificioso aumento dei pedaggi per i TIR nei tunnel autostradali e sulle strade di valico. E` pertanto già prevedibile una gestione in perdita economica per decine di anni e quindi si ipoteca, anche qui, il denaro pubblico futuro per coprire i disavanzi
_MIA PERSONALE CONCLUSIONE_Sulla TAV mangiano tutti, dalla CMC “rossa” di casa mia, con la benedizione del partito fino a Lunardi, i soliti amici di Impregilo (si veda l’altro pasticciaccio brutto del ponte di Messina)_Non c’è da essere orgogliosi di questa roba qua, per una volta che in Italia abbiamo l’occasione per evitare uno scempio, beh, proviamo a darci da fare_E se qualche politico vuole cambiare idea, dimostrerà di avere finalmente a cuore non solo il portafoglio suo e del partito ma anche gli interessi degli elettori che lo mantengono pasciuto in regione, in comune, nel quartierino_Intanto Fiorani è in galera, già un passo avanti_Sotto a chi tocca adesso_
venerdì, dicembre 09, 2005
_La capacità di giudicare un concerto non fa parte del mio bagaglio personale. Parlo di giudicare un concerto in maniera cattedratica, da sapientone del pentagramma contemporaneo_Sono solo un ascoltatore, che ascolta molte volte con il cuore, altre con la mente, sforzandosi di capire e soprattutto di apprezzare_Non so suonare niente, non mi piace Battisti quindi sono ai margini_Pur con fatica, provando_Tutto questo complicato prologo per mettere le mani avanti e uscire dalla bolla emozionale_Quello di ieri sera poteva essere l’ennesimo concerto, caruccio, bellino, quello che è vicino a casa e tanto ci vai giusto per vedere l’effetto che fa_Invece è stato un bel concerto, perché ho fatto scorta di emotività per un po’_ Suonavano i Perturbazione, persi a Bologna, ritrovati a Forlì, quasi per caso in una sera luccicante di pioggia sull’asfalto, in uno strano posto che a me piace molto, con queste vetrate che danno sulla strada, l’incrocio dei fari, la porta illuminata, un senso di apertura_La mia relazione con i Perturbazione è quella di chi ha grande rispetto per chi fa musica oggi e con fatica ci prova a portare avanti un progetto, senza effetti speciali, clamori, scandali e provocazioni_A prima vista la loro normalità è quella che mi ha colpito quando annoiato ed anche un po’incazzato aspettavo al Velvet di vedere i soliti noti suonare_Ai gruppi spalla si fa spallucce, così è noto, si sorseggia la birra, si parla, si tende l’orecchio per carpire una nota e magari ogni tanto si dice o “Bravini, dai” oppure “Che palle, quando smettono?”_E’ una crudele regola, quasi una gogna sotto la quale si deve pur passare, mi dico, se si vuole fare musica e farsi conoscere_Ecco i ragazzi in questione erano normali, non erano “morganizzati”, tutto dandismo e avvinazzamento sulle leggere ali di una pazzia costruita ad arte, né “subsonicizzati”, elettronica e liriche per metropoli difficili e amori con un sottile gusto metallico, neppure “marleneafterizzati”, chitarroni distorti, frontman figaioli e carismatici (ok, uccidetemi!), una caterva di testi generazionali_Le tre categorie non sono esaustive, sono solo le prime tre che mi vengono in mente_L’affinità della semplicità, la bellezza di “Agosto”, parole spese bene, forse normale pop nostrano ma sufficiente ad avere il loro cd azzurro in mano, comperato con quel packaging che ancora ogni tanto tocco per vedere se non si è rovinato_Fragile, non so, fragile come me in quel momento o forse sempre, che un outing così mi concilia con la parte più femminile di me_Che poi il cd in questione sia anche bello, per me, che non sa svitare una lampadina ed ascolta il Senso della vite, beh, mi compiaccio dei mi gusti_Che mi tengo stretto, come il concerto di ieri sera, figlio di un album che mi fa pensare ad una cosa_Enorme, oh, sì, adesso la dico_Perchè “Why does it always rain on me” è bella come “10 anni dopo” o viceversa, sono davvero due canzoni allo specchio, mentre faccio partire i Travis da una parte e i Perturbazione dopo 4 minuti, sembra che si intersechino, partono da due punti diversi nel tempo, due punti di una vita che piazza chiodi per ritrvarsi, semina pezzi di pane per non perdere un cammino che tanto sa che non può più rifare al contrario_Volevo dirlo a Tommaso, alla fine, ma sono stupidaggini, magari molto, troppo personali e lui è stato davvero gentile mentre parlavamo e firmava album con un pennarello nero e ringraziava tutti_E mi sentivo un coglione che lo stava martoriando, magari voleva starsene a pensare o vendere i suoi cd al banchetto con quell’enorme trolly vicino_E “Agosto”, di nuovo, perché fa sempre un po’ freddo dentro nonostante tutto, il mio mese preferito, che caldo che fa forse per voi e io penso a trent’anni fa, che freddo davvero, non sentivo niente, forse il più freddo dell’anno, per fortuna non l’ultimo, il primo di tanti pensando ad agosto, maledendolo, anche dopo trent'anni_Finisco sempre per avere qualche tuffo al cuore, la mia breve esistenza che fa transfert continui con l’ambiente e ieri sera le note e le parole_E se dicessi che a volte piango non direi una bugia, ai concerti signori miei non si può mica, poi passa tutto e ci bevi sopra_Poi, a qualcuno i Perturbazione possono anche non piacere, tutto questo per dire, dopo che l’han fatto loro tante volte ieri sera: “Grazie, bella serata”_
_”Ci vediamo a Faenza al MEI il prossimo anno”_Frase di commiato non troppo originale rivolta dal sottoscritto a Tommaso nel dopo concerto_
_”Hai da fumare, Marco?”_frase in pennarello nero impressa ora sul booklet del mio cd
_”E vaffanculo se sembro una figa, una volta tanto”_ quello che penso ora
mercoledì, dicembre 07, 2005
_Alcune volte, ma solo alcune, mi trovo davanti a persone con le quali non riesco proprio a parlare di niente_Quei momenti in cui non escono argomenti, che calano silenzi imbarazzanti, a meno che uno dei due, o più di due, cali l'asso cominciando a scansare verso gli angoli sicuri del tempo, dello sport o del lavoro_Ipotesi quest'ultima + probabile se si è colleghi_Odio queste situazioni e confesso di essere quasi sempre io quello che spezza il silenzio, a costo magari di sembrare lo scemo del villaggio, di certo il meno serio_Forse è che la conoscenza non permette automaticamente il dialogo, forse che conoscersi non significa volerlo fare veramente, forse che nessuno ha voglia di approfondire, troppi costi di transazione da sostenere_Se non entro in scena taccio e aspetto una mossa giusto per capire meglio_Sembra tattica ma non è.._Ecco un elenco di argomenti captati in varie circostanze di cui sopra:
_il weekend: questo weekend voglio andare a vedere la mostra di Swertesion, mi hanno detto (CHI? CHI TE L'HA DETTO?) che merita davvero.
_la camicia su misura: io mi faccio fare le camicie, ma non sono proprio su misura, a righe, ma bisogna stare attenti perchè le righe sono molto personali. Se regali una camicia a righe è molto rischioso.
_il cibo: ho deciso di mettermi a dieta. in mensa mangio troppe porcherie. però sono stato nell'agriturismo Valle Lucente, ho mangiato bene e ho speso solo 30 euro. Onesto! (RIVEDERE IL CONCETTO DI ONESTA'?)
_la fidanzata 1: la mia ragazza è responsabile delle risorse umane della multinazionale XY. Però lei si lamenta che non ci vediamo mai, dice che lavoro molto, che non sono mai a casa. Cazzo, però, quando andiamo a fare la vacanza alle Maldive non si lamenta mai. Strano eh?
_la fidanzata 2: mah, è un brutto periodo, la mia ragazza mi ha mollato. Così da un giorno all'altro.
_tifo: avete visto il derby ieri? no perchè c'erano due rigori per noi. sono dei ladri, come sempre. E poi hanno fatto gol in fuorigioco, l'ho visto al Processo di Biscardi, lì al moviolone.
_brandelli di cultura: ho appena finito l'ultimo libro della Fallaci. L'avete letto? E' bellissimo, dice delle cose giustissime, lei sì che è coraggiosa e non ha paura di dire quello che pensa. Siamo in pericolo, gli arabi sono tutti dei fanatici, lei dice che le mogli sono segregate in casa, che vogliono ucciderci tutti. Il libro è scritto così bene che si finisce subito. Adesso vado a comprarmi anche gli altri che ha scritto. Penso sia la mia scrittrice preferita adesso.
_il vestito: oggi vesto casual, non ho la camicia!
_il cinema: hanno aperto la nuova multisala avete visto? sono stato a vedere Pieraccioni, certo che gli ultimi film non sono a livello dei primi. Mi sembrano tutti uguali. Anche Benigni: ormai fa sempre le stesse cose.
_la musica: il nuovo cd di Ramazzotti si ascolta bene.
_La vita è bella perchè è varia, l'umanità è un insieme variegato e variopinto che mi attrae e mi respinge nello stesso tempo.Qualcuno dice che non si può vivere su un cocuzzolo di una montagna e evitare le relazioni umane e sono d'accordo_Altri propendono per il sarcasmo andante ma alla lunga stanca_Per questo motivo molto probabilmente declinerò la mia futura cena di lavoro natalizia ("l'occasione per farci gli auguri") e accetterò l'invito di Seven Evenings, molto più a mio agio_
_HO IL SERIO DUBBIO CHE NON FARO' MAI CARRIERA_PER FORTUNA_
venerdì, dicembre 02, 2005
_CIAO SONO KIKKA E VOLEVO DIRE A GIRALDINO KE E' UN FICO ENORME_BOBO 6 BELLISSIMO, TI AMO, SEGNA x ME!_ADRIANO FOREVER_GATTUSO FAI IL KULO A TUTTI!_
_No, no, care Kikka, Paolina, Fabio da Milano e Interista 79, non ci siamo_Tse tse!_Mandare SMS alle trasmissioni di sport più ridicole del panorama italiano che li fanno passare in sovrainpressione creando un caos mediatico senza precedenti (in ordine sparso: QSVS, Quelli che.., etc) non vuol dire scrivere quello che i vostri quattro neuroni al momento elaborano_Significa rifletterci sopra, magari scrivere e riscrivere su carta, rileggere, confrontarsi col fratello secchione (Usa un termine in latino, è più adatto) o il padre tifoso morigerato (Non si scrive fico, ma bel ragazzo, Maria Carlotta, se penso ai soldi spesi per mandarti a scuola...)_E arriverà la frase giusta, che vi porterà imperitura fama nei secoli nei secoli_Stiamo parlando di fama fra i teledipendenti, i tifosi frustrati, i maniaci sessuali pronti a sbavare per le le Kiare80 o Laurina da Pavia_Vi è venuto qualche scrupolo?_Ci avete ripensato? Questa telespazzatura non fa per voi?_Allora seguite l'esempio, lasciate perdere l'sms e scolpite il vostro pensiero nei luoghi dove il sudore fortifica lo spirito degli atleti, dove si decidono le sorti dello sport, dove i litigi si risolvono da uomini_dove il costume adamitico è più che una moda_
_Muro dello spogliatoio della palestra della scuola_Piastrella bianca intonsa a fianco di quella con "Elena troia la dai a tutti" e "Oggi ho preso per la prima volta 6 in latino"_Pennarello Uniposca rosso_E via:
_"GIUFFRIDA SEI UN SUPERGNOKKO"_
_Si aspetta un "Cicciograziani bono" o un "Rutelli mi intrippi" per completare l'opera_
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