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giovedì, luglio 28, 2005
_33 gradi all'ombra_Un caldo già boia, sono le 8.55, e il parcheggio enorme vomita calore dall'asfalto_L'unica cosa da fare sarebbe sdraiarsi su una spiaggia ma non è possibile e ricaccio l'idea nell'angolo più lontano del cervello_Camicia con maniche arrotolate, una giacca depositata sul sedile che non ho intenzione di indossare_Mi fermo a pensare con la macchina ancora accesa per non perdere l'aria delle ventole che soffia, calda anche lei, ma soffia_Sono quei 4-5 minuti che non posso controllare, penso e ripenso, cose e cose, senza soluzione di continuità_Poi arriva una macchina grigia, si ferma, parcheggia_L'omino è in maniche di camicia, ha caldo e si vede_Esce, si rimette a posto, prende una cravatta con il nodo preconfezionato dal sedile, se la mette, fa il suo bel nodo, si mette la giacca, prende la valigetta e va_34 gradi all'ombra, adesso_Vendesi fuffa_Cosa hai intenzione di fare della tua vita? E della mia vita?_L'omino cammina, triste_il mare è lontano_
venerdì, luglio 22, 2005
_Quando appaiono le immagini in TV di cesarecremonini che canta sul palco del festivalbar provo un senso di fastidio_Mi spiego: la canzoncina ha lo stile lunapoppeggiante di sempre (cremonini=robbiewilliams italiano, così ha scritto repubblica e pensavo fosse di quegli articoli ironici e pungenti, invece era proprio una bella leccata di culo e non so perchè, anche se poi vasco per il critico del quotidiano è assunto al ruolo di zeus e guida spirituale), cesare ha la solita faccia e canta dritto nella telecamera dipingendo cuoricini sulla lente con un pennarello (svenimenti davanti al video)_solita solfa, solito target, anche ammettendo che il ragazzo magari vuole provare a sdoganarsi ma gli mancano, ahimè, i contenuti per farlo_poi la telecamera si stacca da cesare con i pugni al cielo e compare sempre, e dico sempre (ogni volta che accendo per 5 minuti la tv sul festivalbar c'è sempre lui, penso sia destino) l'amico con le trecce rasta, il sorriso ebete, il basso a tracolla che NON viene suonato, vestito come un giullare_Ballo, sì proprio lui_ed ogni volta (che vasco mi fulmini) mi rammenta quei festivalbar di anni fa, quando la canzoncina era "sei un mito" ed un max pezzali ancora magro (ora sembra un camallo) cantava con a fianco il biondo amico saltellante_non faceva niente, non cantava e non suonava_BALLava_ecco, BALLO non fa niente e non serve a niente_Un po' come i giullari alla corte del re o il migliore amico del sovrano_salito al trono me lo porto dietro, ai banchetti si mangia insieme_featuring..._basta scrivere così sul disco ed un ruolo è presto dato_Magari il basso lo suona divinamente, a noi non è dato saperlo e alle ragazzine poco importa_Repubblica non analizza a fondo la cosa, dipinge Maggese (il nuovo cd) come una visione in mezzo ad un panorama desolante e lancia cesare nella popsfera_E Ballo?_Se lo porterà dietro per sempre?_In fondo tutti noi, non mentite, abbiamo sempre desiderato che il nostro migliore amico diventasse famoso e ci trascinasse con sè nella gloria_in quale arte eccella, poi, sono dettagli_su un palco a far finta di suonare il basso coi capelli rastoni non mi dispiacerebbe, sempre meglio che lavorare_
martedì, luglio 19, 2005
_ E' QUI LA FESTA?_Ebbene sì, ero il più vecchio, al Baraccano sabato sera penso di essere stato il più matusa in quella tavolata_O forse no_Esaurita la premessa sull'età, qui si parla dell'inevitabile festa di laurea e quindi questo post è un po' il fratello di quello precedente_Al Baraccano, mai stato prima, si è ritrovata una variopinta umanità che devo dire ha fraternizzato subito, anche se a livello intellettuale il sottoscritto e DT davano la paga a tutti...._Non ho mai visto regalare tanti libri in una volta sola, sembrava una specie di scherzo, un bello scherzo_Ma chi c'era? Lo volete proprio sapere?_Francamente di molti non so nemmeno il nome, perdonatemi, li ho visti lì e forse non li rivedrò mai più_C'era il neo dandy Damiano, con codino e sigarettine di tabacco che hanno suscitato più di un sospetto, il già citato DT, prossimo sindaco di Bologna, Sara che parte in bici fino a Reggiocalabria e non so mica come faccia, fratello e amici, amiche e amici, Fabrizio e Ehia_Fatto sta che con tre consumazioni offerte gentilmente dalla festeggiata qualcuno è andato fuori come un balcone (devo capire come ha fatto, di grazia)_I buttafuori si muovono come automi e ci invitano ad uscire, gli umbriachi barcollano, escono a fatica, vanno sul marciapiede_Vista la mia "esperienza" decennale in situazioni simili dico l'unica frase possibile "prima di andare a casa sboccate, che è meglio"_Ovviamente non vengo ascoltato, si attraversa la strada alla meno peggio, c'è chi va allo Chalet dei Giardini Margherita in un rigurgito di botta di vita, c'è chi scompare, c'è chi va a casa (senza sboccare, ed infatti lo farà dopo)_Lo Chalet dei Giardini: una specie di pagoda su una brodaglia (il lago dei Giardini), birri e birra a volontà, ubriachi a gogo, costantini minorenni a iosa, una parvenza di discoteca con una fauna variegata e vagamente irritabile per un nonnulla_Come tradizione esprimo la mia opinione: via da qui_Non vengo ascoltato, rimaniamo lì sospesi alle quattro di mattina in mezzo al niente, come è lontano il Baraccano, così bello e riposante_Sogno di addormentarmi su un'aiuola, ma è piena di gente che fuma_Mi trascino alla macchina, sbaglio strada e arrivo a Casteldebole_Alle 8 mi alzo_Sono fresco come una rosa_A quando la prossima festa di laurea?_ YO! 1,2,3 CASINO!_
giovedì, luglio 14, 2005
_La mia laurea, ormai datata 1996 fu davvero una giornata particolare_Forse perchè ero il primo tra tutti i miei amici che mi laureavo, fatto sta che nessuno sapeva o conosceva alcuna regola o rituale per l'occasione_Figurarsi io che andavo a lezione (prima fila con Romagnoli, che il diritto del lavoro si mischiava allegramente con qualche battuta sul basket..ed infatti la prima domanda dell'esame fu: E di questa VIrtus cosa mi dice?? ah, bei tempi... ) e poi finiti gli obblighi me ne andavo subito a casa col treno dei pendolari romagnoli_Morale, non conoscevo quasi nessuno, tranne l'Alessandro che ora sta cercando di vendere Angelo Gigli a Roma o Bologna per 1 milione di euro, e quindi nel giorno fatidico eravam tutti dei neofiti_Neofita io che per mandare mail al mio prof imparai ad andare nel suo ufficio e capire cosa volesse dire POSTA ELETTRONICA e che per scrivere la tesi dovetti imparare ad usare WORD e smetterla di pensare al pc solo come una scatola piena di giochini (si veda alla voce FIFA Soccer)_Stampato il tutto senza dediche (nessuno mi aveva detto che bisognava farle) si arrivò al gran giorno_Dentro non feci entrare nessuno, i prof leggevano i giornali, il mio relatore spuntò brillantemente 5 punti, tutto durò 15 minuti, uscii, mi fecero un paio di foto ed andammo coi miei amici e parenti, che non avevan mai visto una festa di laurea a bere in un bar_Dico per fortuna, perchè altrimenti, conoscendoli, non oso pensare a cosa sarei stato costretto a sottopormi, ma per fortuna si era piccoli e innocenti e tutto è filato liscio come il prosecco del bar che faceva affari d'oro con i neodottori_Ricordo la sorellonza che arrivava trafelata da Verona da sola, piccola cestista diciassettenne in concentramento interzonale che perse orologio e portafoglio ma non mancò all'appuntamento_E ricordo il mio prof, Claudio Ciborra, un genio per quei tempi, che ho scoperto da poco essere scomparso per un male incurabile, e che mi fece fare una tesi bellissima in una realtà incredibile come la fabbrica italiana automobili torino_Il tutto per dire che ieri pensavo a tutto questo mentre ero nel cortile di Scienze della Comunicazione e aspettavo di entrare per assistere alla bellissima laurea di IRI , e guardavo le corone di alloro, i cartelloni con le foto, lo spumante e la felicità, affermando sarcastico che la catena di montaggio sforna ormai a ripetizione laureati (quelli della laurea di tre anni non li reputo tali, mi spiace), per un mercato del lavoro che dà loro il benvenuto dicendogli: perchè non avete fatto l'ITI o l'IPSIA?_Intanto la discussione di ieri, consoliamoci, è stata la più divertente della giornata e Bologna in questi momenti se ne infischia di contare i disoccupati o i precari_Per quello c'è tempo cari miei_Sursum corda!_
giovedì, luglio 07, 2005
_Se qualcuno vuole partecipare a questa discussione interessante(il post è quello sull'orgoglio gay), penso ne valga la pena_Personalmente i toni mi sembrano un po' medioevali.._
lunedì, luglio 04, 2005
_Effettivamente una scelta è come un domino, fa cadere una pedina che ne fa cadere un'altra e così via_è un BIG DOMINO RALLY, citando un giochino tanto in voga secoli fa quando ero piccolo_Una scelta non è sempre un atto di coraggio, magari è qualcosa di conveniente oppure irrazionale_Una scelta è tante cose e nulla insieme_Questo per dire che sarebbe bello vivere in un liquido amniotico dove non sei costretto a scegliere e le cose succedono, intorno, soffuse_Nessuna paura, non ho grosse scelte all'orizzonte, piccole quotidiane e basta, ognuna con la sua stradina e il suo bivio con un cartello indicatore sbiadito e consunto_Non ne ho idea di dove andare a parare, magari lasciando piccole scie di pane, sassi si ritrova il percorso perduto_Vedo che tutto diventa così intimista in questo blog che magari tanto vale chiuderlo e scrivere a parte cose per me, da rileggermi e magari riderci su_O piangerci su, in fase melodramma spinto_Più che altro osservo e attendo, ecco attendo che qualcosa capiti, qualcosa che ho in mente, ovvio, qualcosa di reale, ovvio_Quel qualcosa mi sforzo di considerarlo "meglio" di quello che esiste e l'ho coltivato magari invano_Intanto le piccole strade polverose si dipanano davanti, senza un albero dove fermarsi sotto la sua ombra a riposare o una fontanella fresca, di quelle che si incontrano nei racconti di Hesse_Quelli dei libri a Millelire, per capirci, dove il vagabondo trova se stesso e un posto dove dormire in ogni borgo, un tozzo di pane e un letto di paglia_Farneticando dico che starei bene a dormire lì in mezzo a quelle rotonde gigantesche che si incontrano a Bologna, dove all'interno ci sono praticamente delle foreste e dei bei prati_Chi ti cercherà mai lì dentro? Intorno caos, dentro pace_Cast away metropolitano_Intanto la clessidra si svuota piano piano e devo fare i conti con il signor tempo, amico di lunga data e di lunga memoria_Ho bisogno di fermare le bocce un attimo_
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