BANDO - open space -

   _I MILANESI AMMAZZANO IL SABATO_

 

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che_minchia_conta?
è stato sbirciato
*loading* volte


lunedì, giugno 27, 2005
 
_C'è sempre stata una mancanza_Su questo pochi dubbi_Il più era capire quale fosse_L'ho capito guardando una persona correre attorno ad un parco_Certo, come facevo a non pensarci subito?_era così ovvio, quasi scontato_Così è cominciato tutto e voglio tornare lì, nello stesso identico posto_Fendendo il grano giallo con le mani e volando sulla terra secca con i sandali blu_Scalzo o con le scarpe poco importa, in fondo è il gesto che mi serve_L'ultimo_Poi può anche crollare tutto_Un giorno solo, ecco la mia richiesta_Un giorno solo_Ci penso io come impiegarlo, non preoccuparti_Poi che sia ciò che sia, non mi importerebbe più_Non so se sia la cosa più giusta ma è la più bella che adesso non potrei fare_O che non posso fare_Qui non si tratta di desideri ma di impossibilità, quindi con in mano questa possibilità metto le carte sul tavolo e mi gioco tutto_Dopo non ne varrebbe più la pena, non potrei più ritornare ad essere come prima, sarebbe come arrivare nel punto più alto e poi precipitare di nuovo sul fondo_Immaginare queste cose non costa nulla_Intorno al parco corrono dalla mattina presto fino alla sera tardi_E io provo a non guardarci_
Materializzato_da bando | 12:40 | commenti (4)


venerdì, giugno 17, 2005
 
_Il peso dell'età comincia a farsi sentire_Rispetto solo ad un anno fa son successe tante cose e tutto rimane sempre in uno stato di tensione latente che in un certo senso mi costringe a tenere gli occhi aperti costantemente_Un bene, a volte un male enorme, ma lo stato di quiete non avendolo mai conosciuto non so cosa possa essere o come possa essere_17 è un numero fatalmente inviso ai più, penso che quel giorno fosse un venerdì, come oggi_Mi dedicherò agli aquiloni acrobatici_Acrobaticamente son qua, alti e bassi e poi in picchiata per risalire in alto, su, su, su, su..._Un grazie a chi si è ricordato e che per me è sempre una sorpresa visto che la mia memoria non è altrettanto efficente_Sinceramente e maledettamente me stesso, qui ora, mi faccio gli auguri perchè me lo merito_Oppure no, ma questa è un'altra storia_
Materializzato_da bando | 17:36 | commenti (12)


martedì, giugno 14, 2005
 
_Ad agosto sono 30 anni_Siamo nel 2005 e nulla è mutato_Forse nell'anno 1000 ci poteva stare e se c'ero ero già morto_O sognavo di morire trafitto dalla spada del giudizio della fine del mondo: 1000 e non più 1000, o giù di lì_Bingo!__Invece siamo nel 2005 e son passati 30 anni_In TV ridono, con le facce rubiconde e le parole insensate di chi non sa o non vuole sapere, parole di chi in vita sua al massimo ha spostato una penna da una parte all'altra di una scrivania o ha sollevato una forchetta_I prelati rilasciano dichiarazioni come un Costantino Vitagliano qualunque che parla di argomenti mai toccati dai suoi neuroni palestrati (si veda per esempio alla voce LIBRO), o un Francesco Totti che si avventura aldilà del comodo steccato del pallone_La sensazione è quella di fastidio, perchè mi han sempre insegnato che se di una cosa non ne so mezza non ne devo parlare (si veda per esempio alla voce FISICA NUCLEARE)_Ma siamo nel 2005, ricordo e sono 30 anni ormai_Ora, un popolo di ignavi in questi giorni ha NON scelto di giudicare oppure ha scelto di ascoltare i nuovi profeti di un futuro catastrofico fatto di eugenetica, bambini uccisi, scelti a tavolino per peso, colore, magari anche per capacità sportive (se è bravo a calcio lo voglio, chissà mai che mi diventi come Vieri)_Un panorama tragico, terribile, dove nei laboratori scientifici i nuovi Mengele studiano il superuomo, congelano feti, impiantano cybercervelli in corpi straziati_Vi piace un mondo così? No? Nemmeno a noi, quindi non votate_Oppure il più facile dei commenti: non si può giudicare su queste cose, l'etica è al disopra di un giudizio popolare, bla e bla_Nel 2005 è più facile non dare giudizi, ascoltiamo quelli degli altri o quelli di qualcuno che decide per noi_Passano gli anni e sono 30_Informarsi e poi decidere, costa fatica cari miei, cosa credete_E così sono comparsi i bignami di biologia, genetica ed etica, ognuno nato in una parrocchia, ognuno tarato verso i propri sudditi_Se voti SI allora ti vuoi sostituire a Dio, se NON Voti sei bravo e buono e vai in Paradiso_Mi sembra di aver letto anche cose simili, un po' come il mercato delle indulgenze di tempi bui e medioevali_Insomma, complimenti, vi siete comprati un posto in cielo_Ma Dio lo sa?_Non vi siete mai chiesti se Dio ci ha dato il cervello anche per evolverci e magari trovarci noi una strada da portare avanti, trovarci con le nostre mani la cura alle malattie che non si curano solo pregando? Che magari è questo il punto: ci ha dato una libertà, sta a noi farne buon uso_Altrimenti tra oggi e l'anno 1000 che differenza ci sarebbe? Si continuerebbe a morire oggi come allora, si pregehrebbe invocando il fato oggi come allora_Una cura? Sì, ma l'uomo non può andare contro natura, in questo 2005 medioevale_30 anni fa come allora_Purtroppo i vari (ne elenco alcuni, ma son così tanti, poveretti, come faccio?) Ruini, Rutelli e Marini (rima baciata), preti, cardinali, Mastella e Giovanni Lindo Ferretti (un demente che non avrà MAI più nessun tipo di considerazione da parte mia), Ferrara, CL, ACLI, AC e compagnia bella, sindacati vari schierati, partiti in prima linea pronti a leccare il culo al Vaticano NOn hanno capito nulla_Nulla_Parlo del primo, scheda 1, basta questa, 1 fisso_Di cellule staminali nessuno dei suddetti forse aveva mai sentito parlare prima, ma oggi ne parla tranquillamente come se si raccontasse del rigore non dato la sera prima o si discutesse di quanto è trendy la maglietta Guru_Un po' io ne ho letto, mica oggi, cari astensionisti miei_Magari è solo un interesse personale, legittimo, magari se vi interessasse la cosa forse vi sareste recati in un seggio_Non auguro a nessuno nulla, mi auguro solo che qualcuno possa continuare la ricerca, se non qui magari all'estero, o anche sulla Luna o su Marte, che importa?_Non lo trovo immorale, lo trovo giusto e basta, trovo che sia normale e basta_E voi nelle chiese che vi permettete di parlare di cellule staminali? è pulita la vostra coscienza nei confronti di chi soffre? di che ha malattie legate solo ad un filo di speranza alla ricerca?_Magari è solo un'illusione, quando tutto verrà scoperto saremo tutti già altrove ma il bello è pure sperare, ogni tanto e non togliete anche questo perchè la speranza non è di proprietà di qualcuno_Oggi come 30 anni fa_Solo che nel 2005 mi aspetto...._Cosa mi aspetto?_Lo so benissimo, me lo han detto, mi son documentato_Non mi aspetto nulla di tangibile, concreto, un sospiro di sollievo e neppure un tappo di champagne_Mi aspetto magari che fra 30 anni qualcuno non soffra e saremo nel 2035 e chissà_Non conterà più nulla, egoisticamente parlando_Ma sarebbe diverso e sarei felice_Perchè non auguro a nessuno di voi di soffrire, mi auguro solo che Dio vi dia un bel calcio nel culo quel giorno in cui vi troverete davanti a Lui e tutti felici porterete la scheda elettorale senza il timbro del 12 e 13 giugno_Ma nel 2005 sono 30 anni e non siamo (e SONO) liberi (LIBERO) nemmeno di sperare_Di pregare, magari, non se ne ha più tanta voglia, che dite?_AMEN_
Materializzato_da bando | 11:38 | commenti (17)


lunedì, giugno 06, 2005
 
_Quel giorno Francesco era triste_Guardava fuori dalla finestra, con il suo piatto di cicoria appassita e un tozzo di pane in mano_Pensava ai bei tempi quando la lotta politica dava ancora soddisfazioni, che c'era sì cicoria ma anche passione, impegno, lotta_Sospirava_E i pensieri correvano veloci e si posavano sugli immensi prati dove si giocava la battaglia per l'ambiente e gli ideali erano verdi come i ramarri e la cicoria il simbolo equosostenibile da contrapporre al nucleare, una pianta vi salverà e l'atomo sarebbe stato sepolto da quei giovanotti dai puri pensieri e dal cuore da giardiniere_Ma si era giovani, Francesco mio, giovani e pieni di sogni e sarebbero poi venuti i giorni che quei sogni si sarebbero finalmente rinnegati_Già. E ed ora davanti ai suoi occhi si materializzava il Campidoglio, la Roma dei Cesari dominata da quella finestra, le giornate romane in motorino, piacione e guascone, perchè nell'aria si respirava l'odore forte ed inebriante del potere ed anche dei ristoranti romani, mica quelli di borgata, quelli che la cicoria la servivano in un trionfo di salsa alsaziana con una spruzzata di aceto balsamico e un rosso del 1999, grande annata, altro che i sit in fuori dalla centrale di Caorso con un brulè in mano ed un fuoco di legna in mezzo alla strada. E c'era lei, bella grande, rossa, imperiosa, dominante, straziante per la sua bellezza, per il suo fascino senza tempo e senza veli: la POLTRONA_La prima poltrona è come il primo bacio o il primo referendum, non si scorda mai_Quanto la amava, si vedeva da come stringeva i pugni attorno a quelle tende scolorite e sgualcite che avevano visto giorni migliori, proprio come il loro padrone di casa_Pensieri liberi e felici, sopra i Fori Imperiali, l'Altare della Patria, sul Quirinale, fin dentro al Parlamento con una Margherita in mano da sfogliare giorno dopo giorno in beata innocenza_Quei petali così fragili, che chiedevano pietà e lui che non ne aveva, perchè sarebbe stato da deboli ed i deboli mangiano la cicoria, quella senza salsa alsaziana, ovvio_E cosa vedi Francesco di quei tempi lieti della politica? Ah, i tuoi occhi dicon più di mille parole!_Lei era entrata dentro di te, la volevi, la desideravi, non ne potevi fare a meno_La poltrona quotidiana da conquistare e poi da abbandonare, una carica oggi ed una elezione domani, sempre più in alto, in cima, sempre più su_E quei compagni di cordata? Codardi, attaccati alla morale ai valori, ai valori, ci pensi?_Sondaggi, percentuali, cicciobello di qua e di là, quel pacioccone in bicicletta che gli regalasti anche la borraccia nuova e ci andasti pure sul pulman, sciagurato! e che ti fece abbandonare per un mesetto l'auto blu e ti fece tornare alla citybike col cambio shimano. E la gente ti salutava per strada e le donne ti mandavano i bigliettini mentre facevi la lampada facciale al centro estetico Sole&Sale_E poi venne il referendum, quelle quattro domande insulse che ti avrebbero costretto pure a rinunciare alla gita al mare a Sabaudia e ti accusavano, di cosa? di cosa di grazia? di scegliere la spiaggia ai banchetti o allo sciopero della fame insieme a quello scocciatore di Marco P., quello che era rimasto qualche quorum indietro, anche con la testa, o forse eran tutti quegli scioperi della fame ad averlo segnato_Ora puoi riderci sopra, Francesco mio, che non capivano che tu volevi solo trasformare un fiore di prato in un'aiuola colorata, tanti fiorellini belli e carini che piacevano tanto alle mamme, che ti adoravano lo sai, ai grandi, ai piccini, ai lamentosi che dicevano di non arrivare a fine mese (la cicoria ci voleva!). Tutti insieme, strette nel fatale abbraccio, altro che Cicciobello_Stelle padane, tulipani democristiani, garofani socialisti e tante rose rosse, quelle di silvio, l'amico di quegli anni ruspanti e con il vento nei capelli_No, non  rivangare i ricordi, che fanno male, non farlo_Lo so, c'erano i weekend sullo yacht ormeggiato in mezzo a quello di Flavio, di Tronchetti P., Bettarini e Totti e Gianfranco che invece stava sul gommone a fare le immersioni, in caduta libera con kili di zavorra, ormai in compagnia solo di quell'accattone di Fiore e dell'Alessandra_Ridevi spensierato mentre ti abbronzavi al sole di maggio, con la magliettina I LOVE PUTIN in bella vista e a Roma c'era la poltrona che ti aspettava, immobile e quieta_C'erano i cocktail con Silvio e si parlava finalmente solo di calcio e figa, altro che atomi e cellulestaminali, che ti facevan pure schifo e magari portavano male_E quando raggiungevate quella bagnarola dell'Ikarus? Quante risate, con Massimo intento a dare ordini all'equipaggio rumeno e che finiva sempre in acqua sulla virata del vostro gioiello, il "Panem et cicoriam", uscito dai cantieri di Fiumicino fresco fresco con la tua nomina a Presidente del Consiglio_Non piangere, adesso non piangere Fransceso mio_La tristezza di oggi non svilirà mai i ricordi belli di ieri, i sorrisi impagabili della meglio politica di questa irriconoscente nazione_Intanto suonava incessantemente un campanello_Era un minuto che suonava, ma Francesco, assorto nei pensieri e con il viso rigato dalle lacrime, non se n'era accorto, o forse voleva non sentirlo_Così crudele, cos' beffardo, così popolano_"Ciò Francesco scendi che mo' voglio andare a fare quel giro su fino a San Luca prima che diventi buio. Socmel se sei lento"_Si affacciò alla finestra, inghiottì le lacrime, fece cenno con la mano all'omino in tenuta da ciclista davanti al portone di quell'appartamento in affitto in una città che non sentiva sua, pensò alla sua city bike con il cambio shimano e disse "Un attimo e scendo. L'hai detto al Coffy che ci raggiunga?"_ 
Materializzato_da bando | 17:19 | commenti (7)